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Chiesa di San Leone

Ultima modifica 10 luglio 2023

Venne edificata sui resti di una chiesa a croce greca iscritta in un quadrato e quindi di culto bizantino (XI secolo). Non si conosce con esattezza l’epoca della sua costruzione. La chiesa, originariamente dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, fu consacrata a San Leone nel XIII secolo dal Vescovo Guglielmo di Bisignano. La sua tipologia è ascrivibile al periodo romanico maturo ed al primo gotico calabrese. Di questo periodo rimane il campanile a pianta esagonale con trifore romaniche. Nel XVI secolo, durante il dominio dei Sanseverino, venne arricchita di manufatti e le porte esterne furono ornate di portali in pietra grigia. L’ultimo decisivo restauro si ebbe nel XVII secolo. L’interno, rimaneggiato, è in stile barocco e diviso in tre navate con sei grossi pilastri su cui poggiano le arcate che scandiscono le quattro campate. Sulla volta della navata centrale vi sono gli affreschi che raffigurano quattro episodi del Vecchio Testamento, quali il Sacrificio di Abramo, Giuditta e Oloferne, il Buon Pastore e l'Incoronazione della Vergine Maria. Al suo interno, ospita, oltre a dodici altari, varie opere d’arte di notevole valore artistico; in particolare, si può ammirare la statua in marmo della Beata Vergine di stile manierista e il prospetto del Ciborio di tipo rinascimentale. Quest’ultimo, realizzato nel 1522 da uno scultore toscano, è costituito da una lastra in marmo incisa in bassorilievo al cui centro è posta una porticina metallica sulla quale v’è raffigurato San Giacomo di Altopasso. Ai lati del portello si riconoscono due angeli in preghiera appoggiati sulle colonnine laterali intagliate a motivi floreali.

L’ingresso principale, ornato ai lati in pietra giallastra, immette il visitatore nel vasto ambiente di tipo barocco. Il portale, realizzato da un’artista locale nel XVI° secolo,è modellato alla maniera rinascimentale ed i disegni ad intagli, eseguiti sulla superficie, raffigurano angeli e candelabri. I pilastri, che terminano con capitelli corinzi, alla base riportano i simboli distintivi dei feudatari dell’epoca. Subito dopo l’ingresso, sul lato sinistro, v’è il Fonte Battesimale, realizzato nel XVI° secolo, formato per metà di pietra e per metà di legno. La base, interamente di pietra, è costituita da un leone accovacciato sulla cui schiena è posta una colonnina bombata ed istoriata con viluppi di foglie che sorregge una vasca circolare. Tra le zampe del leone si nota lo stemma della chiesa, formato da una mitra episcopale, con su scritto “S. Leo 1592”. La parte superiore, in legno del XVII° secolo, termina con una cuspide sulla quale sono poste, a tutto rilievo, due statuette che raffigurano il sacramento del battesimo. interno Chiesa di San Leone

L’altare maggiore, situato nella navata principale dietro la balaustra di marmo policromo, è di stile barocco. Sulla costruzione, nella nicchia, si trova la statua di marmo bianco della Vergine Maria risalente al XVI° secolo. La conca dell’abside è abbellita con affreschi raffiguranti il regno e la beatitudine celeste. A sinistra, sul coro, si può ammirare un dipinto ad affresco del protettore in procinto di entrare nel fuoco assieme al mago Eliodoro, dal quale ne sarebbe uscito miracolosamente illeso. Nella navata destra, in prossimità della porta secondaria, è collocato l’altare di Santa Maria degli Angeli risalente alla fine del XVII° secolo . La costruzione, data alla chiesa da alcuni nobili locali, originariamente venne dedicata a Sant’Anna e fu restaurata nel 1960. Attualmente accoglie la statua di Santa Maria degli Angeli, una scultura di marmo bianco della Madonna col bambino. La vergine avvolta in fitti panneggiamenti risale al XVII° secolo ed è di manifattura napoletana realizzata in stile barocco. L’opera, donata da una benestante del luogo al convento dei cappuccini, fu trasferita, in seguito alla soppressione dei conventi operata dai militare francesi, nella chiesa di San Leone.


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