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Pinacoteca Comunale

Ultima modifica 10 luglio 2023

Quando, il I maggio 1985, venne inaugurata a Saracena la pinacoteca comunale intitolata al grande pittore castrovillarese Andrea Alfano, il relatore ufficiale, prof.Aldo Maria Morace, allora dell’Università di Messina, disse testualmente: “... l’iniziativa di Saracena segna un’inversione di rotta, riassume e riverbera la volontà di riscatto di un’intera regione... i disegni, le pitture, le sculture che, con caparbia volontà, Saracena ha raccolto nella pinacoteca oggi inaugurata, rappresenta una nuova, rinvigorente forma di “miracolo all’italiana”, nel senso della capacità di inventare, di affermare la vita là dove essa sembrerebbe vietata, di sconfiggere una condanna là dove essa sembrerebbe inevitabile...

Saracena non si è rassegnata alla colpevolezza dello Stato nei confronti del problema, annoso, rappresentato dal decentramento e dalla distribuzione capillare del patrimonio culturale ed artistico: ha fatto da sé, con stupefacente senso d’iniziativa, con acuminata volontà di adeguare i mezzi usati alle possibilità, riuscendo – grazie soprattutto alla generosità degli artisti presenti nella pinacoteca – a raccogliere un patrimonio di opere assolutamente inusuale, e direi proibito, per un Comune che non può disporre, per questa voce di bilancio, senon di irrisorie risorse. Ed è un patrimonio – voglio sottolinearlo – che, per quanto riguarda il Novecento, non ha riscontri né confronti con quello di cui si sono dotati i tre capoluoghi calabresi”.

La costituzione della pinacoteca era stata resa possibile per la donazione fatta dai superstiti soci fondatori dell’Associazione Culturale “Sestium” che aveva proficuamente operato negli anni Cinquanta. Il patrimonio consisteva in 70 quadri dei più noti maestri contemporanei, quali Guttuso, Purificato,Omiccioli,    Monachesi,    Tato,    Attardi,    Fantuzzi,Gionfra,  Consolazione,  Vangelli,  Turcato,  Pericle
Fazzini, Enotrio Pugliese, Andrea Alfano, Montanarini, Ragogna, ecc. e 5 sculture, tra cui una superba “Testa muliebre” di Emilio Greco.

Negli anni successivi, sotto l’impulso del suo direttore e di un gruppo di amici artisti, , la pinacoteca si arricchì di nuove donazioni, tanto che il suo patrimonio raggiunse il ragguardevole numero di 236, tra tele e disegni, e 23 sculture. Tra le nuove firme, ricordiamo, tra gli altri:

Carlo Acciari, Lello M. Barresi, Pino Caccamo, Nora Carella,  Elsa  Cattani,  Salvatore  Colantuoni,  David Grazioso, Leonardo De Magistris, Amleto D’Ottavi,
Valery Escalar, Carmelo Fodaro, Francesco Guerrieri, Ernesto     Lombardo,     Carlo     Lorenzetti,     Roberto Marchionne, Lillo Messina, Franco Mulas, VittorioParadisi, Luigi Passeri, Marco Rossati,  Luigi Russo, Piero Sbano, Nunzio Solendo, Armando Stefanucci, Nino  Suriano,  Lino  Tardia,  Mario  Tornello,  Ernesto Treccani, Aldo Turchiaro, Gianni Turina, Umberto Verdirosi. Tra gli scultori: Alessandrini, Bruscaglia, Bucci, Cangini, Chiaramonte, Consolazione, Falciano, Fianchini, Graziotti, Emilio Greco, Lorenzetti, Meloni, Montrone, Mori, Niglia, Nuhìu, Paladino, Ronzoni, Scholtz, Signoretti, Tentarella, Verdini.

Le opere giungevano gratuitamente, da tutta Italia, da artisti orgogliosi di entrare a far parte della orma “famosa” pinacoteca comunale di Saracena, ma contemporaneamente iniziarono le difficoltà, in quanto, i locali a disposizione non erano più idonei a contenere quell’immenso patrimonio artistico .


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